Un profondo disagio ed alcune proposte

Care Colleghe, cari Colleghi,

è di queste ore la notizia che una parte dei rimborsi regionali è stata liquidata. Accogliamo il fatto con piacere: le nostre numerose segnalazioni hanno sicuramente contribuito a sbloccare questa situazione.

Occorre, tuttavia, evidenziare che questo risultato non è stato sufficiente a fermare le varie manifestazioni di malcontento. Da più parti, abbiamo dovuto raccogliere segnali di disamoramento per l’attività arbitrale, conseguenza di politiche profondamente sbagliate (scelte o imposte che fossero) e che stanno comprensibilmente inducendo molti arbitri, giovani e non, a non voler rinnovare il proprio tesseramento.

La richiesta, da parte della base del settore arbitrale, è di invertire la rotta ed iniziare ad attuare i seguenti correttivi.

  • Tutela sanitaria. Gli arbitri prestano la loro opera sul campo per conto della Federazione e sono atleti a tutti gli effetti. Deve essere data la possibilità di accedere, come in altri sport, a trattamenti fisioterapici e medici convenzionati. Devono essere note le coperture assicurative, con massimali, franchigie e metodologie di accesso alle coperture chiari.
  • Formazione. Il settore arbitrale ha al servizio un gruppo di sette tecnici professionisti, stando all’organigramma della CNAr, stipendiati per curare la formazione degli arbitri sul territorio. Si vuole comprendere quale sia l’apporto di questi professionisti, a fronte del costo che essi costituiscono per il settore arbitrale, vista la situazione di mancanza di progettualità.
  • La CNAr stata svuotata di potere negli ultimi anni. Le sue decisioni, anche in merito a promozioni e retrocessioni non sono più prese in totale autonomia, ma devono sottostare al vaglio della CTF e del Consiglio Federale: siamo al 20 luglio e si deve attendere la ratifica dei quadri nazionali da parte loro. Ciò alimenta le speculazioni su conflitto di interessi ed ingerenze, così come l’inserimento di figure esterne al mondo arbitrale  nella CNAr e nel comitato di designazione. E’ sentita, invece, la necessità di una CNAr che risponda alle esigenze degli arbitri e che gli dia piena rappresentanza, prevedendo la partecipazione ai lavori del consiglio di un arbitro eletto dalla base e non nominato
  • L’organizzazione delle regioni è in perenne stato di deroga. Le figure preposte alla gestione dovrebbero, a norma del R.O. essere individuate tra gli arbitri fuori ruolo. Attualmente, invece, per la maggior parte sono arbitri in attività, per i quali si è massicciamente fatto ricorso a deroghe. Questa situazione deve essere regolarizzata e normata, poiché un così esteso ricorso alle deroghe è evidentemente segno di una norma sbagliata ed inapplicabile. E’ necessario che le figure manageriali siano opportunamente formate.
  • Il sistema di rimborso forfettario è stato ideato col mero scopo di tagliare i costi e semplificare le procedure di liquidazione. Oltre ai problemi di cui abbiamo già discusso ( https://ariassociati.it/nuova-stagione-ma-i-problemi-restano/ ), esso ha generato solo caos sin dalla sua entrata in vigore. Per citare un esempio, per le trasferte nelle isole, si è ricorsi a deroghe a questo sistema. La FIR acquista i biglietti aerei a parte, necessariamente con partenza il giorno precedente alla gara, e lascia a carico dell’arbitro hotel, pasti, pernotto e tutte le altre spese vive. E’ richiesta la revisione totale di questo sistema, sulla cui efficacia nella riduzione dei costi nutriamo forti perplessità, per tornare alla più logica ed efficiente organizzazione precedente.
  • Le aleatorie tempistiche di rimborso sono diventate l’emblema della mancanza di considerazione per il settore. E’ richiesta una maggiore trasparenza, per cominciare, tramite una calendarizzazione delle date previste per i pagamenti ed il rispetto di un termine per il rimborso accettabile per gli arbitri che in molti casi svolgono questa attività per passione e a titolo di volontariato – ovvero, senza guadagnarci nulla.

Attendiamo tutti delle risposte, sia da parte della CNAr che dai vertici federali,  per arginare la fuga di tesserati che comprendiamo e a cui diamo voce, come alle altre iniziative che denunciano lo sconforto e il malessere della categoria.

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