Documenti ufficiali e risultati: i grandi scomparsi

Cari colleghi,
 
Temi molto cari ad ARIA sono quelli della trasparenza e della meritocrazia. Norme chiare, responsabilità chiare, criteri valutativi chiari sono garanzie di efficienza organizzativa e correttezza nei confronti di tutti i tesserati.
Questa chiarezza sembra sia venuta meno, a seguito di alcune scelte silenziose che hanno favorito la diffusione del caos e la transizione verso una realtà di disorganizzazione – o peggio. Da una parte, nell’inaccettabile situazione a cui sono giunti i tempi e le modalità di rimborso, si aggiunge anche la scomparsa della tabella dei rimborsi arbitrali dal sito della FIR. Chi inizia ad arbitrare, non ha la possibilità di sapere quali siano i suoi diritti e i suoi doveri (in particolare dal punto di vista fiscale). 
Inoltre, da tempo abbiamo segnalato ( https://ariassociati.it/che-fine-hanno-fatto-le-designazioni-internazionali/ ) come il quadro completo degli impegni internazionali dei nostri arbitri non sia più disponibile. La parziale e privata risposta dell’addetto stampa della Federazione non ha risolto il problema e permane il mutismo ostinato della CNAr e del GTA, che continuano a negare agli arbitri queste informazioni.
Tuttavia, la verità viene sempre a galla ed è sempre un male che emerga da fonti terze. E’ apparso online l’elenco degli arbitri designati per il prossimo Guinnes 6 Nations. Nessun italiano impegnato, neanche come secondo assistente. Il peggior risultato da quasi vent’anni. E’ lecito chiedersi: non si ha il coraggio di mettere nero su bianco la realtà per paura di evidenziare la nostra esclusione dalla scena internazionale? Si vuole coprire l’incapacità di chi ha fallito nel formare i migliori fischietti italiani? O di chi avrebbe dovuto procurargli maggiore spazio? Dov’è finito il sostegno promesso ripetutamente dal capo della Commissione Tecnica Federale al nostro settore?
Gli arbitri sono attualmente governati da un Consiglio della Commissione Nazionale Arbitri di cui non si hanno notizie – e che, per ammissione degli stessi consiglieri, è svuotato di ogni potere. Le uniche attività sembrano svolte dal Gruppo Tecnico Arbitrale, formato da professionisti, part time o full time, il cui compito è la formazione degli arbitri, ad ogni livello. Gli obiettivi del GTA erano chiari sin dalla costituzione: formare arbitri in grado di dirigere partite del 6 Nazioni. Da allora, l’Accademia ha chiuso i battenti ed abbiamo ottenuto l’esclusione da questo ultimo torneo. Chi è responsabile di questo fallimento? Quanto è costata la sua inefficienza alle casse federali? Sulla base di quali meriti continua ad operare, nonostante l’assenza di risultati?
Gli arbitri di Rugby ed il movimento rugbistico italiano, che hanno visto questo gruppo di stipendiati drenare risorse diversamente utilizzabili, attendono risposte chiare. Trasparenti. Premiare il demerito è l’ultima cosa che vorremmo vedere nel nostro movimento.
A.R.I.A.
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