Top 12 e serie A: rose e fiori?

Il Gruppo Tecnico Arbitrale (GTA), organo non previsto dalle carte federali, ma che è nato con lo scopo di alzare il livello degli arbitri di punta italiani, ha recentemente focalizzato  l’attenzione sulla cooperazione tra arbitro e assistenti, il così detto “team arbitrale”. Infatti, il giudizio non positivo sull’operato del team nelle ultime stagioni dei campionati italiani ha portato il GTA a sottolineare quanto questo descrittore della prestazione degli arbitri di serie A e Top 12 necessiti di lavoro per migliorare.

A fronte di tali criticità, ARIA si chiede tuttavia quali proposte di correttivi siano state formulate dal Responsabile dell’alto livello e dal Responsabile dello sviluppo arbitrale all’interno del GTA. Già ad agosto, gli arbitri di Top 12 avevano chiesto riscontri più tempestivi, entro pochi giorni dalla gara. Non vorremmo ricordare, in effetti, come fino allo scorso anno fosse divenuta prassi il non ricevere il rapporto di valutazione, anche nelle gare di Eccellenza. Attualmente, le valutazioni dei singoli arbitri stanno arrivando in tempi ragionevoli, sebbene non tutte nella stessa modalità, ma non si può dire lo stesso per l’analisi delle criticità della giornata. Questa continua a non pervenire prima del venerdì, a poche ore dalle gare del turno successivo (e in alcuni casi non è stata inoltrata affatto): troppo tardi per essere di qualche utilità.

Ritardi come questo, così come le mancanze degli scorsi anni, non sono tollerabili da parte di professionisti ingaggiati della Federazione per fornire servizi di qualità ad arbitri che, a ogni livello, sono dilettanti. La situazione ovviamente non migliora nelle altre categorie nazionali e a livello base, visto che anche queste ultime lamentano formazione centrale carente. Si discute dell’introduzione di time-keeper, citing commissioner e TMO nel nostro massimo campionato ma a guardar bene mancano supporti ben più basilari.

In aggiunta a ciò, non sono più fornite nemmeno le radio per le comunicazioni tra arbitro e assistenti, né in serie A, né in Top12, già da alcuni anni. I neo promossi devono arrangiarsi come possono nelle manifestazioni ufficiali: c’è chi scende in campo sprovvisto, chi continua a usare kit degli anni passati nella speranza che durino per l’intera gara, chi li chiede in prestito ad altri colleghi, chi ha provveduto personalmente ad acquistarne uno proprio, per puro spirito di servizio e continuando, nei fatti, a finanziare la federazione.

Guardiamo la realtà: al di là di altisonanti proclami e progetti fantastici quanto fantasiosi, ai nostri migliori colleghi viene detto chiaramente “armatevi e partite”. Figuriamoci cosa possa accadere alla base, di cui ormai è solo ARIA a fare da portavoce.

Associatevi e fate associare: l’unione fa la forza.

A.R.I.A.

Next post
Top 12 e serie A: rose e fiori?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *