Stato di salute del gruppo degli osservatori arbitrali

Dopo aver parlato dei progetti Tutor e Coach, possiamo chiederci quale sia lo stato dell’arte dell’attività di supporto per gli arbitri. Supporto, come abbiamo più volte evidenziato, assolutamente necessario per mettere in moto il processo di crescita degli arbitri.

Partiamo dal basso. Dal settembre del 2014, ad ogni regione fu imposto un tetto al numero massimo di tutoraggi autorizzati, ancora in essere. Il dato varia da regione a regione e mediamente si attesta attorno alla metà del numero di arbitri in attività. Non serve ragionarci troppo per capire che ciò non permette di visionare tutti gli arbitri anche solo una volta nel corso di un’intera stagione. Si capisce, quindi, perché il valido Progetto Tutor – con i suoi 5 tutoraggi e 3 assessment per arbitro in sviluppo – sia naufragato, così come si spiega perché molti arbitri nelle categorie regionali siano abbandonati a loro stessi dopo la gara di esordio.

Sempre a partire dallo stesso anno, anche il supporto agli arbitri nazionali ha subito una poderosa battuta d’arresto. In occasione dei corsi di aggiornamento nazionali, l’RDO si trovò nelle condizioni di dover comunicare agli assessor il blocco totale della loro attività, almeno fino al successivo gennaio. La controproposta di svolgere attività volontaria e a titolo gratuito, pur di garantire il monitoraggio ed il supporto degli arbitri nazionali, non fu presa in considerazione. Quanto all’attività dei Coach, essa smise di essere coordinata già dal 2010-2011.

Attualmente, gli arbitri nazionali, dalla serie C1 alla serie A, vengono valutati sporadicamente. Raccogliamo, infatti, varie segnalazioni di una o due visionature nell’intera stagione, a fronte di almeno 8 gare dirette a livello nazionale. Si comprende, quindi, la comune sensazione di casualità degli interventi valutativi, di mancanza di parametri per studiare ed attuare il proprio percorso di crescita, dell’assenza di una programmazione per lo sviluppo degli arbitri.

La situazione è preoccupante ed il danno inflitto alla classe arbitrale è ingente. E’ ormai ben nota l’assenza di italiani nel Panel degli arbitri internazionali, aggravata dall’assenza di designazioni (anche solo in veste di Assistente Arbitro) nel 6 Nazioni 2018 [1]. In PRO14, siamo scesi da tre a un solo arbitro designato per le gare della competizione celtica. In più, nel 6 nazioni U20, torneo utilizzato come “palestra” per lo sviluppo degli arbitri internazionali, da oltre due anni non viene designato alcun italiano [1]. Un depauperamento spaventoso e profondo delle risorse umane del movimento arbitrale italiano, la totale perdita di controllo sulle esigenze formative e didattiche e il danno di avere arbitri potenzialmente validi che, sentendosi abbandonati e senza prospettive, lasciano la carriera precocemente.

Tutto questo, in conseguenza allo smantellamento dell’attività di tutor, assessor e coach, di fatto realizzato tramite i ritocchi alla spesa per il settore arbitrale. Nonostante non se ne parli diffusamente, infatti, la scure dei tagli imposti dall’alto all’attività arbitrale ha toccato anche questo settore, con le conseguenze sopra descritte. Le motivazioni, dal risibile [2] risparmio alla presunta futilità di tale attività, risultano oggettivamente non condivisibili e dimostrano una profonda non conoscenza delle dinamiche della formazione arbitrale.

Non è contemplabile, per un movimento che aspiri a competere con le Union del 6 Nazioni, avere arbitri non seguiti, non valutati e di cui non si abbia idea di come stiano operando sul campo.

Fonti:
[1] www.federugby.it , Cnar, Designazioni Internazionali s.s. 2017/2018  e precedenti
[2] Tabella rimborsi arbitrali, in vigore dal 01/10/2014, non più disponibile sul sito FIR. Da tale documento si evince che per una visionatura regionale viene corrisposto un rimborso forfettario di 50€, che diventano 90€ se l’attività è nazionale, indipendentemente dalla distanza dalla residenza dell’osservatore al luogo della gara.

Next post
Stato di salute del gruppo degli osservatori arbitrali

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *